Bruno Panuccio:.
sono stati giorni difficili questi ultimi, per un momento la voglia di ritirarmi , poi come scrissi a Sara qualche mese fa , è arrivato il segno che non me lo posso permettere e che sia bene continuare così !!
Sarà un caso il crollo del costone l'altro ieri o l'hanno tirato giù dal cielo in questo momento per far capire a tutti che è ...più importante la vita umana che gli interessi economici ?
GRAZIE ...ANGELI NOSTRI
----------------
Francesca Mazzia
Le mamme di Ventotene proteggono il luogo e dimenticano il cuore. Ignorano i doveri, dovere di avvertire, di proteggere di impedire e a volte non impedire l'evento implica il cagionarlo. Bruno Tu stai dando lezione a tutti, il Tuo dolore che spacca in due lo stai vivendo in modo costruttivo, cercando giustizia e facendo una campagna di informazione e di prevenzione. Io so che Sara l'hai ogni giorno dentro, come anche Martina e so anche che mai Ti fermerai. Un abbraccio pieno di stima. fra
Athena Raco
come diceva Fromm l'avere è come una stampella per questa gente, la sorregge e loro si sentono sicuri quando hanno denaro e beni. la gente dovrebbe imparare ad ESSERE, ed essere vuol dire avere sensibilità e solidarietà tra le persone! Il denaro e il benavere sta uccidendo l'amore e la solidarietà. Cerchiamo di non farcela distruggere!
PIAZZOLLA clicca sul link:
venerdì 8 aprile 2011
mercoledì 9 febbraio 2011
intervista del 09/02/2011 a C6TV su Ventotene ed il folle progetto del megatunnel di 300 metri che se verrà realizzato, oltre a deturpare per sempre l'isola, costerà almeno 6 milioni di euro dei cittadini italiani .
Vi prego di diffondere se siete della mia stessa opinione
GRAZIE !
e questo e' il link: http://ventotenenews.noblogs.org/post/2011/02/09/tunnel-no-grazie/
Vi prego di diffondere se siete della mia stessa opinione
GRAZIE !
e questo e' il link: http://ventotenenews.noblogs.org/post/2011/02/09/tunnel-no-grazie/
martedì 8 febbraio 2011
DISSESTO IDROGEOLOGICO ALLE PONTINE
Crollo di Ventotene, il padre di una vittima contro il tunnel sull'isola che si sgretola ....
Contestato progetto viario: dopo il Comitato del no si leva la voce del genitore di Sara, morta a Cala Rossano
DISSESTO IDROGEOLOGICO ALLE PONTINE
Crollo di Ventotene, il padre di una vittima contro il tunnel sull'isola che si sgretola Contestato progetto viario: dopo il Comitato del no si leva la voce del genitore di Sara, morta a Cala RossanoL'attuale strada scavata nel tufo del Porto romano a Ventotene
VENTOTENE -
Trecento metri di lunghezza per 6,4 di larghezza: un tunnel scavato nel tufo per convogliare le vetture dal porto romano - passaggio obbligatorio - sino al campo sportivo. E' questo il progetto approvato dal consiglio comunale di Ventotene per realizzare una nuova strada il cui costo si aggira intorno ai 6 milioni di euro.
Molto più alto pare essere il costo ambientale rispetto a quello puramente economico.
E sul controverso progetto aleggia l'ombra di un grave lutto: quello legato al crollo di Cala Rossano, nell'aprile 2010, in cui morirono due studentesse romane quattordicenni. La grave situazione di dissesto idrogeologico dell'isola preoccupa molti, non ultimo il padre di una delle vittime.
PROGETTO CONTROVERSO -
Per molti un'opera indispensabile per salvare il porto romano e decongestionare l'isola dal traffico, che a luglio e agosto diventa insostenibile per il continuo afflusso di turisti. Per altri una follia che non vedrà mai la luce. Anche se, chi si dice contrario a questa opera, non esclude di fatto la necessità di realizzare un'altra via d'accesso al paese.
IL PERCORSO -
La nuova galleria, che vedrà il suo ingresso tra il ristorante «L’Aragosta» e il pontile gestito da Modesto Sportiello, eviterà il passaggio di mezzi al porto mentre il traffico sarà convogliato nella periferia, vale a dire nella zona del campo sportivo e Via Parata Grande. La nuova strada sbucherebbe poco fuori dal paese, che come noto si poggia su una formazione tufacea che ha una superficie di un chilometro e mezzo quadrato. L'imbocco della strada sarebbe a due passi da Cala Rossano, l'area il cui crollo causò la morte di due ragazze in gita, Sara Panuccio e Francesca Colonnello, nell'aprile del 2010.
IL PAPA' DI SARA - E da quando si è diffusa la notizia, Bruno Panuccio - il padre di Sara, una delle due studentesse morte sull'isola per il crollo di cala Rossano - ha iniziato l'ennesima battaglia. La sua denuncia è riportata dal quotidiano ecologista TerraNews: «Ventotene è il più piccolo Comune dell'Italia centrale con i suoi 1,5 chilometri quadrati di territorio, e la quasi totalità dell'isola è interdetta a causa della franosità. Ma allora a cosa serve un tunnel?
Bisogna fermare questo scempio».
Bruno Panuccio non si arrende. E insiste: «La recente approvazione, da parte del Consiglio comunale, del progetto di realizzare un tunnel di circa 300 metri per collegare il porto al centro del paese è una follia. In tutte le piccole isole del Mediterraneo vige il divieto di introdurre automobili, se non con permessi limitati a veicoli per disabili, eccetera. Qui invece il sindaco Giuseppe Assenso ha motivato le ragioni di tale opera nel venire incontro alla richiesta dei turisti che, secondo lui, necessitano del loro personale mezzo di trasporto. La speranza, ora, è che si riesca a fermare questo progetto».
ECOLOGIA CONTRO CANTIERI -
Un progetto peraltro in contrasto con gli investimenti per la mobilità ecologica che avevano portato sull'isola, soltanto due anni fa, iprimi furgoncini a trazione elettrica finanziati dalla regione Lazio.
«L’isola, in questo modo, si candida a divenire un modello di riferimento per l’attuazione di politiche di sostenibilità a livello regionale e nazionale», aveva commentato l'assessore regionale all'Ambiente Filiberto Zaratti.
Ma tant'è. Sull'isola che si sgretola (contro il dissesto dell'arcipelago ponziano la Regione ha stanziato 12 milioni, ndr), dove i divieti e le transenne della scorsa stagione sono un incubo non ancora svanito, l'amministrazione conta di realizzare un mega tunnel che fa discutere. «Non si realizzerà mai - dice l'imprenditore Pietro Pennacchio. Un cantiere per un'opera simile bloccherebbe l'isola per chissà quanto tempo...».
Approccio pragmatico, per usare un eufemismo. Così tanto che la controprosta è quella di un'altra strada «di soli cento metri lineari - prosegue Pennacchio - dove il tunnel di circa 50 metri seguirebbe il percorso di una grotta naturale che andrebbe solo consolidata. Il progetto esisterebbe pure, ma fu abbandonato per la caduta di una precedente amministrazione».
QUELLI DEL NO - Ma tra gli amanti di Ventotene così com'è, è scoppiata una specie di rivolta, animata dal tam tam che sui social network è stato acceso dall'imprenditrice Anna Impagliazzo e dal suo sito «Amo Ventotene». Su Facebook si legge una sola parola: no. Contrari al tunnel, macchine solo ai residenti, anzi, proprio per nessuno. Magari un ritorno all'asinello che si arrampica sui viottoli dell'isola di Giulia. Appello fatto proprio, a livello istituzionale, dai Verdi della Regione Lazio. Il capogruppo Angelo Bonelli ha già inoltrato un'interrogazione agli organi competenti per chiedere lumi sulla legittimità del progetto.
EMISSIONI ZERO? - Mentre il presidente dei Verdi del Lazio Nando Bonessio chiede al Comune di Ventotene di poter accedere ai documenti relativi al progetto (ricordiamo che ora si dovranno riunire una pletora di enti in conferenza dei servizi per valutarlo), rilancia l'idea di una isola a zero emissioni. «Che fine hanno fatto i finanziamenti europei per l'autosufficienza energetica, per eliminare le auto inquinanti a favore di quelle elettriche?», si chiede ancora Bonessio. «Occorre ristabilire al più presto un legame con l'Europa per recuperare risorse, e puntare ad un'isola che sfrutti la propria risorsa ambientale per un turismo unico nel suo genere. Di sfruttamento commerciale, nelle isole del Mediterrano, ce n'è fin troppo».
Michele Marangon
08 febbraio 2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA
----------------------
LA DENUNCIA:
Bruno Panuccio
LA DENUNCIA. In merito all’approvazione del Consiglio comunale di Ventotene dei giorni scorsi del progetto di realizzare un tunnel di circa 300 metri per collegare il porto al centro del paese ho deciso di pubblicare questa nota, ero dubbioso se stavolta rimanere in silenzio per non apparire il solito critico mosso da rancori personali, dato che il 20 aprile scorso nel crollo di Cala Rossano hanno perso la vita mia figlia Sara e la sua amica Francesca oltre a ferire gravemente Athena.
In merito all’approvazione del Consiglio comunale di Ventotene dei giorni scorsi del progetto di realizzare un tunnel di circa 300 metri per collegare il porto al centro del paese ho deciso di pubblicare questa nota, ero dubbioso se stavolta rimanere in silenzio per non apparire il solito critico mosso da rancori personali, dato che il 20 aprile scorso nel crollo di Cala Rossano hanno perso la vita mia figlia Sara e la sua amica Francesca oltre a ferire gravemente Athena. In molti punti di questo mio scritto mi troverà costretto a ribadire concetti già espressi precedentemente , ma ciò mi è d’obbligo per la conoscenza di quanti mi leggono per la prima volta.
Ventotene è il più piccolo comune dell’ Italia centrale con il suo km. 1.5 quadrato di territorio, il che significa che percorrerlo a piedi da un punto all’altro equivale al massimo ad una modesta passeggiata. Ed allora a che serve quest’opera faraonica? In tutte le piccole isole del Mediterraneo vige il divieto di introdurre automobili, se non con permessi limitati a veicoli per disabili, ecc. , qui invece il sindaco Giuseppe Assenso ha motivato le ragioni di tale opera nel venire incontro alla richiesta dei turisti che, secondo lui, necessitano del loro personale mezzo di trasporto. Per andare dove?
Non bisogna dimenticare che la quasi totalità dell’isola è interdetta a causa della franosità della stessa. Il sindaco stesso è stato rinviato a giudizio per l’omicidio di cui sopra, insieme al suo degno responsabile dell’ufficio tecnico Pasquale Romano ed altre tre persone, oltre ciò il Comune è fonte di indagine da parte della Corte dei Conti per bilanci a dir poco anomali. Da anni la gestione dello stesso ha fatto in modo che Ventotene abbia uno dei tassi d’abusivismo più alti dell’intera nazione (2 case su 3 risultano non censite), il cemento è stato il volano economico di sostegno a ditte, tra le quali pare qualcuna in odore di camorra, sempre prescelte e quasi sempre le stesse per lavori che sotto la denominazione di somma urgenza non han dovuto fare la trafila di gare d’appalto.
Oggi si parla di un costo stimato di circa 6 milioni di euro, i quali con varianti in corso d’opera potrebbero raddoppiarsi: è il solito e vecchio discorso di quali interessi ci siano dietro la voce lavori pubblici. L’assessore all’Ambiente non ha trovato di meglio che astenersi al momento della votazione, il suo atteggiamento da Ponzio Pilato è a dir poco irritante: a tutt’ oggi non ha espresso pubblicamente il suo parere su ciò per cui viene stipendiato. In qualsiasi paese civile un’amministrazione del genere sarebbe destituita all’istante, qui invece nessuna voce autorevole li disturba, fatta eccezione per il capogruppo dei Verdi alla Regione Lazio Angelo Bonelli, e glie ne rendo merito, il quale ha presentato un’interrogazione a vari organi preposti al controllo superiore, per verificare se ci siano i presupposti per fermare tale scempio.
Speriamo riesca ad ottenere risultati. Concludo dicendo che Ventotene ha imboccato il tunnel della vergogna civile e molti suoi concittadini, non tutti, ne sono gli artefici con il loro omertoso appoggio ad una giunta che ha nel comportamento criminoso il suo fare quotidiano. Il vostro autolesionismo denota che non avete nessun amore per quella che una volta era definita la “Perla del Mediterraneo” ed oggi viene ribattezzata “l’isola del cemento e del malaffare”.
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(22 apr 10)
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(7 giu '10)
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VENTOTENE -
Trecento metri di lunghezza per 6,4 di larghezza: un tunnel scavato nel tufo per convogliare le vetture dal porto romano - passaggio obbligatorio - sino al campo sportivo. E' questo il progetto approvato dal consiglio comunale di Ventotene per realizzare una nuova strada il cui costo si aggira intorno ai 6 milioni di euro.
Molto più alto pare essere il costo ambientale rispetto a quello puramente economico.
E sul controverso progetto aleggia l'ombra di un grave lutto: quello legato al crollo di Cala Rossano, nell'aprile 2010, in cui morirono due studentesse romane quattordicenni. La grave situazione di dissesto idrogeologico dell'isola preoccupa molti, non ultimo il padre di una delle vittime.
PROGETTO CONTROVERSO -
Per molti un'opera indispensabile per salvare il porto romano e decongestionare l'isola dal traffico, che a luglio e agosto diventa insostenibile per il continuo afflusso di turisti. Per altri una follia che non vedrà mai la luce. Anche se, chi si dice contrario a questa opera, non esclude di fatto la necessità di realizzare un'altra via d'accesso al paese.
IL PERCORSO -
La nuova galleria, che vedrà il suo ingresso tra il ristorante «L’Aragosta» e il pontile gestito da Modesto Sportiello, eviterà il passaggio di mezzi al porto mentre il traffico sarà convogliato nella periferia, vale a dire nella zona del campo sportivo e Via Parata Grande. La nuova strada sbucherebbe poco fuori dal paese, che come noto si poggia su una formazione tufacea che ha una superficie di un chilometro e mezzo quadrato. L'imbocco della strada sarebbe a due passi da Cala Rossano, l'area il cui crollo causò la morte di due ragazze in gita, Sara Panuccio e Francesca Colonnello, nell'aprile del 2010.
IL PAPA' DI SARA - E da quando si è diffusa la notizia, Bruno Panuccio - il padre di Sara, una delle due studentesse morte sull'isola per il crollo di cala Rossano - ha iniziato l'ennesima battaglia. La sua denuncia è riportata dal quotidiano ecologista TerraNews: «Ventotene è il più piccolo Comune dell'Italia centrale con i suoi 1,5 chilometri quadrati di territorio, e la quasi totalità dell'isola è interdetta a causa della franosità. Ma allora a cosa serve un tunnel?
Bisogna fermare questo scempio».
Bruno Panuccio non si arrende. E insiste: «La recente approvazione, da parte del Consiglio comunale, del progetto di realizzare un tunnel di circa 300 metri per collegare il porto al centro del paese è una follia. In tutte le piccole isole del Mediterraneo vige il divieto di introdurre automobili, se non con permessi limitati a veicoli per disabili, eccetera. Qui invece il sindaco Giuseppe Assenso ha motivato le ragioni di tale opera nel venire incontro alla richiesta dei turisti che, secondo lui, necessitano del loro personale mezzo di trasporto. La speranza, ora, è che si riesca a fermare questo progetto».
ECOLOGIA CONTRO CANTIERI -
Un progetto peraltro in contrasto con gli investimenti per la mobilità ecologica che avevano portato sull'isola, soltanto due anni fa, iprimi furgoncini a trazione elettrica finanziati dalla regione Lazio.
«L’isola, in questo modo, si candida a divenire un modello di riferimento per l’attuazione di politiche di sostenibilità a livello regionale e nazionale», aveva commentato l'assessore regionale all'Ambiente Filiberto Zaratti.
Ma tant'è. Sull'isola che si sgretola (contro il dissesto dell'arcipelago ponziano la Regione ha stanziato 12 milioni, ndr), dove i divieti e le transenne della scorsa stagione sono un incubo non ancora svanito, l'amministrazione conta di realizzare un mega tunnel che fa discutere. «Non si realizzerà mai - dice l'imprenditore Pietro Pennacchio. Un cantiere per un'opera simile bloccherebbe l'isola per chissà quanto tempo...».
Approccio pragmatico, per usare un eufemismo. Così tanto che la controprosta è quella di un'altra strada «di soli cento metri lineari - prosegue Pennacchio - dove il tunnel di circa 50 metri seguirebbe il percorso di una grotta naturale che andrebbe solo consolidata. Il progetto esisterebbe pure, ma fu abbandonato per la caduta di una precedente amministrazione».
QUELLI DEL NO - Ma tra gli amanti di Ventotene così com'è, è scoppiata una specie di rivolta, animata dal tam tam che sui social network è stato acceso dall'imprenditrice Anna Impagliazzo e dal suo sito «Amo Ventotene». Su Facebook si legge una sola parola: no. Contrari al tunnel, macchine solo ai residenti, anzi, proprio per nessuno. Magari un ritorno all'asinello che si arrampica sui viottoli dell'isola di Giulia. Appello fatto proprio, a livello istituzionale, dai Verdi della Regione Lazio. Il capogruppo Angelo Bonelli ha già inoltrato un'interrogazione agli organi competenti per chiedere lumi sulla legittimità del progetto.
EMISSIONI ZERO? - Mentre il presidente dei Verdi del Lazio Nando Bonessio chiede al Comune di Ventotene di poter accedere ai documenti relativi al progetto (ricordiamo che ora si dovranno riunire una pletora di enti in conferenza dei servizi per valutarlo), rilancia l'idea di una isola a zero emissioni. «Che fine hanno fatto i finanziamenti europei per l'autosufficienza energetica, per eliminare le auto inquinanti a favore di quelle elettriche?», si chiede ancora Bonessio. «Occorre ristabilire al più presto un legame con l'Europa per recuperare risorse, e puntare ad un'isola che sfrutti la propria risorsa ambientale per un turismo unico nel suo genere. Di sfruttamento commerciale, nelle isole del Mediterrano, ce n'è fin troppo».
Michele Marangon
08 febbraio 2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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LA DENUNCIA:
Bruno Panuccio
LA DENUNCIA. In merito all’approvazione del Consiglio comunale di Ventotene dei giorni scorsi del progetto di realizzare un tunnel di circa 300 metri per collegare il porto al centro del paese ho deciso di pubblicare questa nota, ero dubbioso se stavolta rimanere in silenzio per non apparire il solito critico mosso da rancori personali, dato che il 20 aprile scorso nel crollo di Cala Rossano hanno perso la vita mia figlia Sara e la sua amica Francesca oltre a ferire gravemente Athena.
In merito all’approvazione del Consiglio comunale di Ventotene dei giorni scorsi del progetto di realizzare un tunnel di circa 300 metri per collegare il porto al centro del paese ho deciso di pubblicare questa nota, ero dubbioso se stavolta rimanere in silenzio per non apparire il solito critico mosso da rancori personali, dato che il 20 aprile scorso nel crollo di Cala Rossano hanno perso la vita mia figlia Sara e la sua amica Francesca oltre a ferire gravemente Athena. In molti punti di questo mio scritto mi troverà costretto a ribadire concetti già espressi precedentemente , ma ciò mi è d’obbligo per la conoscenza di quanti mi leggono per la prima volta.
Ventotene è il più piccolo comune dell’ Italia centrale con il suo km. 1.5 quadrato di territorio, il che significa che percorrerlo a piedi da un punto all’altro equivale al massimo ad una modesta passeggiata. Ed allora a che serve quest’opera faraonica? In tutte le piccole isole del Mediterraneo vige il divieto di introdurre automobili, se non con permessi limitati a veicoli per disabili, ecc. , qui invece il sindaco Giuseppe Assenso ha motivato le ragioni di tale opera nel venire incontro alla richiesta dei turisti che, secondo lui, necessitano del loro personale mezzo di trasporto. Per andare dove?
Non bisogna dimenticare che la quasi totalità dell’isola è interdetta a causa della franosità della stessa. Il sindaco stesso è stato rinviato a giudizio per l’omicidio di cui sopra, insieme al suo degno responsabile dell’ufficio tecnico Pasquale Romano ed altre tre persone, oltre ciò il Comune è fonte di indagine da parte della Corte dei Conti per bilanci a dir poco anomali. Da anni la gestione dello stesso ha fatto in modo che Ventotene abbia uno dei tassi d’abusivismo più alti dell’intera nazione (2 case su 3 risultano non censite), il cemento è stato il volano economico di sostegno a ditte, tra le quali pare qualcuna in odore di camorra, sempre prescelte e quasi sempre le stesse per lavori che sotto la denominazione di somma urgenza non han dovuto fare la trafila di gare d’appalto.
Oggi si parla di un costo stimato di circa 6 milioni di euro, i quali con varianti in corso d’opera potrebbero raddoppiarsi: è il solito e vecchio discorso di quali interessi ci siano dietro la voce lavori pubblici. L’assessore all’Ambiente non ha trovato di meglio che astenersi al momento della votazione, il suo atteggiamento da Ponzio Pilato è a dir poco irritante: a tutt’ oggi non ha espresso pubblicamente il suo parere su ciò per cui viene stipendiato. In qualsiasi paese civile un’amministrazione del genere sarebbe destituita all’istante, qui invece nessuna voce autorevole li disturba, fatta eccezione per il capogruppo dei Verdi alla Regione Lazio Angelo Bonelli, e glie ne rendo merito, il quale ha presentato un’interrogazione a vari organi preposti al controllo superiore, per verificare se ci siano i presupposti per fermare tale scempio.
Speriamo riesca ad ottenere risultati. Concludo dicendo che Ventotene ha imboccato il tunnel della vergogna civile e molti suoi concittadini, non tutti, ne sono gli artefici con il loro omertoso appoggio ad una giunta che ha nel comportamento criminoso il suo fare quotidiano. Il vostro autolesionismo denota che non avete nessun amore per quella che una volta era definita la “Perla del Mediterraneo” ed oggi viene ribattezzata “l’isola del cemento e del malaffare”.
LEGGI ANCHE :
Ponza e Ventotene,
guerra di divieti per mettere in sicurezza le cale (20 ag '10)
Il dramma di Cala Rossano: rabbia per Sara e Francesca (21 apr 10)
Colata d'asfalto sull'isola: senza pensare alle conseguenze»
(22 apr 10)
Delusione a Ponza, Chiaia di Luna riapre solo a numero chiuso
(14 ago '10)
Dopo il dramma, Ventotene cerca la ripresa
(7 giu '10)
martedì 11 gennaio 2011
A SARA
Vorrei annammene lontano,
e raggiunger chi è già andato,
riaccarezzalla co’ ‘ste mano,
arisentimme addosso er fiato .
De riabbracciatte so’ affamato ,
ma è ‘na colica perenne,
‘ste fitte m’ hanno frantumato,
che le lacrime fan scenne .
Quel ch’ è stato nun ritorna
se non ner core e nella mente,
la gioia e il dolor allor si sforna ,
con il pensier velocemente .
Sorrido a pensar quanto ho goduto,
de tant’ amore ricambiato ,
….ma poi de ‘n tratto t’ho perduto ,
ce fu ‘n progetto oppure è fato ?
Chissà poi se sarà vero,
che quest’ anni so’ ‘n assaggio,
se vivremo dopo pe’ davvero,
e de qua stamo solo de passaggio .
Perché er dubbio me se ’nfonne:
se l’ eterno è ‘na finzione,
voluta dall’ omo pe’ confonne ,
è mejo de sta qui….e co’ passione !
Perché qui tu sei presente,
e me stai a fianco più de ieri,
nun te divido più co’ niente,
dentro ar core e nei pensieri .
Forse er viaggio è ‘na gran sola,
il futur tra noi ormai n’ esiste,
…damme forza mia figliola,
‘chè tanto duro qui è resiste’ .
Or tra noi tu ci hai er comanno,
famme , piccola , da guida ,
e se me vedi annà in affanno,
arisollevame co’ grida !
Tu continua a mannà i segni,
e quann’ è scuro famme luce ,
colorame la vita de disegni ,
speranno che ‘sta strada a te conduce .
( BRUNO PANUCCIO 11 Gennaio 2011 )
martedì 14 dicembre 2010
AUTODIFESA
APPELLO PER LA SICUREZZA NEI CAMPI SCUOLA
pubblicata da Bruno Panuccio il giorno martedì 14 dicembre 2010
A TUTTI GLI STUDENTI
A TUTTI GLI OPERATORI DELLA SCUOLA
A TUTTI I GENITORI DEGLI STUDENTI
A TUTTI COLORO CHE NON SONO GENITORI DI STUDENTI ,
ma hanno nipoti, figli di amici nelle scuole
pubblicata da Bruno Panuccio il giorno martedì 14 dicembre 2010
A TUTTI GLI STUDENTI
A TUTTI GLI OPERATORI DELLA SCUOLA
A TUTTI I GENITORI DEGLI STUDENTI
A TUTTI COLORO CHE NON SONO GENITORI DI STUDENTI ,
ma hanno nipoti, figli di amici nelle scuole
A TUTTI COLORO CHE CREDONO NEL SENSO CIVICO
In questo periodo in tutte le scuole ci si organizza per la scelta della destinazione dei campi scuola primaverili.
In seguito alla tragedia di VENTOTENE del 20 aprile 2010 in cui durante una gita scolastica sono morte
SARA PANUCCIO e FRANCESCA COLONNELLO,
non certo per una fatalità, ma per colpevoli inosservanze delle norme di sicurezza da parte dell’amministrazione locale, questo lo si può affermare indipendentemente da qualsiasi esito giudiziario sulla vicenda,
CHIEDO
a voi tutti un piccolo gesto che sicuramente potrà essere di grande utilità se preso in seria considerazione.
Una gita scolastica deve essere un momento di arricchimento e felicità e non può divenire fonte di dolore eterno per la mancanza di chi ti è caro !!
CHIEDETE CHE I LUOGHI PRESCELTI OFFRANO LA MASSIMA GARANZIA DI SICUREZZA E TUTELA DEI VISITATORI
PUNITE CON L’ESCLUSIONE, CHI HA DIMOSTRATO DI NON AVERE ALCUN RIGUARDO PER LA VITA ALTRUI, MA DI ANTEPORRE I PROPRI INTERESSI ECONOMICI, SARA’ DI ESEMPIO E MONITO PER CHI FA DEL TURISMO IL CARDINE ECONOMICO.
DIVULGATE QUESTA NOTA, CONDIVIDETELA E RICHIEDETENE LA CONDIVISIONE AGLI ALTRI,STAMPATELA, FOTOCOPIATELA,AFFIGGETELA NELLE BACHECHE DELLE SCUOLE E COSA PIU’ IMPORTANTE …
FATELA TROVARE SULLA CATTEDRA DEGLI INSEGNANTI !!!!
Grazie anche a questo gesto il SACRIFICIO DI SARA E FRANCESCA NON SARA’ INUTILE.
CHE MAI PIU’ ACCADA AD ALTRI CIO’ CHE E’ ACCADUTO A LORO, ALLE LORO FAMIGLIE ED AI LORO AMICI
venerdì 8 ottobre 2010
Sette mesi sono passati

VENTOTENE...IL PREMIO AGLI AMMINISTRATORI
pubblicata da Bruno Panuccio
6 ottobre 2010 alle ore 20.39
VENTOTENE: IL PREMIO AGLI AMMINISTRATORI
Oggi, 6 ottobre 2010, si festeggia nel mondo cattolico San Bruno e quindi è il mio onomastico, non mi aspettavo alcun regalo, anche perché voglia di festeggiare non ne abbiamo dopo la morte di mia figlia Sara, della sua amica Francesca ed il grave ferimento di Athena.
Ma qualcuno si vede la pensi diversamente per cui ho avuto un presente inaspettato e del quale sinceramente avrei volentieri fatto a meno.
A questo punto è mio dovere ricordare i nomi di 3 dei 10 indagati ; per ora; per la tragedia di Ventotene, e le motivazioni di tale provvedimento:è un atto pubblico e quindi non ho alcun timore a divulgarlo.

Il P.M. Vincenzo Saveriano sta indagando i signori:
ASSENSO GIUSEPPE, nato a Ventotene il 11/10/ 1946, quale sindaco di Ventotene dall'Aprile 2005 ad oggi
BIONDO VITO, nato a Ventotene il 04/05/1942 , quale sindaco di Ventotene dal 2004 all'Aprile 2005
ROMANO PASQUALE , nato a Ventotene il 30/11/1955 , quale responsabile dell'Ufficio Tecnico del comune di Ventotene
tutti e tre per:
colpevole omessa segnalazione nelle loro rispettivequalità come sopra specificatedel pericolo esistente nella spiaggia di Cala Rossano di Ventotene nonostante il massiccio intervento eseguiti nel giugno 2004 relativo al distacco di parete rocciosanella medesima zona;
per omessa segnalazione nel gennaio 2007 di pericolo esistente sulla zona che richiedeva consolidamento e riqualificazione della parete tufacea mediante iniezioni cementizie e sistemi di protezione contro fenomeni di distacchi rocciosi nonché per omessa segnalazione di pericolo di distacco parete rocciosa in zone immediatamente limitrofe nel novembre 2009 a seguito di segnalazione dell'Ufficio locale marittimo di Ventotene.
I predetti indagati non davano riscontro all'invito a partecipare alla Conferenza programmatica predisposta dall'Autorità dei Bacini Regionali del Lazio con note del 14/01/2005, del 08/03/2005, del 26/10/2005, del 16/07/2008 e del 02/02/2009.
La loro mancata partecipazione ovvero l'omessa trasmissione de dati relativi alla spiaggia di Cala Rossano non consentivano ai membri dell'Autorità dei Bacini Regionali del Lazio di avere una completa conoscenza dello stato dei luoghi con conseguente omissione di indicazione della zona quale area a pericolo ovvero di attenzione geomorfologica.
In parole più semplici per noi comuni cittadini :
crolli dove sono morte Sara e Francesca ne erano avvenuti precedentemente e più volte, tanto è vero che ci si era messa mano anche se in maniera non sufficiente, per contro si sono sempre guardati bene dal segnalare il pericolo forse perchè seguendo quello che sarebbe stato il buonsensoi turisti e scolaresche avrebbero scelto altre mete.
Oltre queste colpe presunte hanno disertato omertosamente gli incontri con le autorità della regione per relazionare sullo stato idrogeologico della loro isola, in tal modo del pericolo erano a conoscenza solo gli abitanti del luogo i quali si guardavano bene dal porsi a ridosso delle rocce lasciando il piacere dell'ombra agli ignari visitatori che forse pensavano ad un segno di grande cortesia e generosità da parte degli isolani.

Io ricordo bene che la sera dei funerali il primo cittadino in una trasmissione nazionale dichiarò che mai si sarebbe aspettato un evento del genere e sventolando una cartina nella quale altri signori , anche loro indagati, e dei quali parleremo in futuro, dichiaravano nella loro funzione di periti che la zona era sicura a tutti gli effetti ( chissà mai perché solo le due spiaggette più accessibili e dove c'è uno dei circoli velici più famosi d'Italia fanno eccezione al 95 % dell'isola ritenuta pericolosa e offlimits )

A fronte di tutto ciò in un paese civile tali persone dovrebbero avere perlomeno il buongusto di dimettersi o sospendersi in attesa di giudizio o essere rimossi temporaneamente o definitivamente da autorità statali superiori fosse anche per rispetto delle nostre famiglie e dei cittadini tutti.
.....................ED INVECE.................
per sostenere questi tre poveri malcapitati dallo stress di tale vicenda che sicuramente sarà superiore a quello delle famiglie di Sara e Francesca ed anche per aiutarli da un punto di vista economico , gli avvocati costano , e se per loro disgrazia la giustizia italiana li dovesse ritenere colpevoli a livello penale o civile andrebbero incontro a dover far fronte a risarcimenti pesanti il destino benigno ha deciso di dargli una mano .
.............NON E' UNO SCHERZO , BASTA NASCERE FORTUNATI
Il nuovo Piano Casa della Regione Lazio appena varato ha individuato a Ventotene altre quattro zone urbanizzate oltre al paese vero, casomai ce ne fosse bisogno in un territorio di appena 154 ettari, dove è possibile aumentare la cubatura fino al 60 % e quindi poter realizzare opere di costruzione di tante belle stanzette da affittare a peso d'oro ai turisti che verranno in futuro, come ben sapete l'isola è piccolissima e per far fronte alla domanda si son già dovuti sacrificare e stringere costruendo abusivamente due case su tre, quindi ora è meglio l'avallo del governo così da poter tacciare le malelingue come me e abbassare la percentuale di opere abusive.
E' un teorema perfetto : invece di abbattere lo scempio abusivo e ridare all'isola l'antico splendore per cui è tanto decantata, si aumenta il cemento in maniera legale cosicchè magari di questo passo, poco a poco, ci sarà solo una casa non censita su tre, è una trovata diabolica, strano non ci abbiano pensato prima.
E quel che è ancora più strano è l'ubicazione di queste zone prescelte, sono sparse qua e là,come si evince dalla cartografia visionabile sul sito della Regione: mica a tutti è riservato il diritto... provate ad indovinare che grande coincidenza è arrivata dal bussolotto della dea bendata.
Ora ve lo spiego io: una zona, l'albergo Cala Battaglia è del nipote dell'attuale sindaco il quale ha già collezionato parecchie denunce per abusivismo edilizio, l'ultima appena un mese fa,un altra coincide con la proprietà dell'ex sindaco Vito Biondo,la terza guarda caso è di proprietà del signor Romano Pasquale, responsabile dell'ufficio Tecnico.
Ma sono gli stessi dell'avviso di garanzia !!!!
Naturalmente non ci si è dimenticati delle proprietà dei vari consiglieri di maggioranza e falsa opposizione, così da continuare allegramente e impunemente nella tradizione della gestione ormai consolidata di Ventotene, infischiandosene altamente del fatto che la stessa è considerata Patrimonio dell'Unesco e all'interno c'è un Parco che forse avrebbe bisogno di maggior tutela.
Non è solo lo sfogo personale di un padre al quale è stata tolta una figlia, non certo per una fatalità, come si vorrebbe far credere, ma la denuncia di una vergogna che spero condividiate il più possibile.
Vi ringrazio dell'attenzione alla lunga lettura, se avete avuto la pazienza di arrivare a queste righe, ma stavolta la sintesi non mi era permessa.
( Bruno Panuccio 06/10/2010 )
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