A Mattino 5 Athena racconta quel maledetto 20 aprile
in cui persero la vita Sara e Francesca
AUGURI DI CUORE DI UNA VELOCE GUARIGIONE
In conseguenza del tipo di trasmissione e dell'orario di messa in onda l'intervista si indirizza sul lato umano e commovente della vicenda, lasciando pochissime battute sulla ricerca delle responsabilità....sono state brave Athena e la mamma Alessandra ad inserire il fatto che la guida stava spiegando ai ragazzi che il tufo era friabile, che non c'era alcuna rete di protezione e che l'amministrazione locale ha responsabilità sull'accaduto.
Per il resto è tutto da copione: spettacolarizzazione del dramma e ricerca di lacrime e consenso dei telespettatori per arrivare allo spot successivo e vendere prodotti vari !!!
Ad ogni modo Athena che ha solo 14 anni ha dimostrato la sua grande forza d'animo e il suo impegno nel ricordare le sue amiche scomparse, ha sopportato lo stress delle telecamere puntate addosso .
BRAVISSIMA !!!!
UN BACIONE A TE E ALLA TUA FAMIGLIA
http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.video.mediaset.it%2Fvideo%2Fmattino_5%2Ffull%2F183341%2Fmartedi-28-settembre.html&h=4c88d
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Bruno Panuccio
VENTOTENE: INTERVENTO DI BRUNO PANUCCIO A RAI
pubblicata da Bruno Panuccio 29 settembre 2010
...............
Mi permetto di pubblicare questa nota anche oggi in relazione al fatto che sulle reti mediaset il 28/09/2010 è andata in onda l'intervista ad Athena che miracolosamente è sopravvissuta il 20/04 alla tragedia in cui hanno perso la vita mia figlia Sara e la sua amica Francesca..
Io ho avuto l'opportunità e la fortuna di potermi esprimere in modo più ampio su quelle che secondo me e molti altri sono le reali responsabilità sull'accaduto...
vi chiedo ancora una volta di condividerlo affinchè sia ben chiaro a tutti che non si è trattato di una tragica fatalità ; se non nei nomi e nei numeri, ma di qualcosa di prevedibilissimo e colpevole ne è la gestione del luogo da parte dell'amministrazione locale e di quanti hanno ritenuto sulla carta quelle spiagge sicure a rischio e pericolo dei turisti e delle scolaresche in visita sull'isola.
da parte mia non smetterò mai di far sì che la verità venga a galla...
lo devo a Sara e a Francesca, non sarebbe di nessun aiuto a me ed agli altri autocommiserarmi nel dolore e farmi da parte....
GRAZIE
http://www.youtube.com/watch?v=Vf5NniMAGKI
PIAZZOLLA clicca sul link:
mercoledì 29 settembre 2010
VENTOTENE: ATHENA RACCONTA QUEI MOMENTI
martedì 20 luglio 2010

L'EVENTO
Ventotene, tre mesi fa la tragedia
campo scuola per Francesca e Sara
Messa stamani a Castel di Guido per ricordare le ragazza morte nel crollo di un costone di roccia. Polverini: "Saranno destinati a sistemare i nostri territori 120 milioni di euro". Bruno Panuccio: "Bastavano diecimila euro per mettere in sicurezza la rete"
La mamma di Sara, Martina Panuccio, si inginocchia a terra, scoppia a piangere e grida "non ce la faccio ad andare avanti", quando viene svelata la targa che intitola a "Francesca e Sara" il campo scuola della Protezione civile di Roma, stamani a Castel di Guido. Il marito Bruno la abbraccia, come fanno poi anche Maurizio e Vincenza Colonnello, genitori di Francesca. A soli tre mesi dalla tragedia di Ventotene, dove le due studentesse quattordicenni persero la vita colpite da un costone roccioso che si era staccato da una parete e caduta sulla spiaggia sottostante, il dolore dei familiari è ancora vivo e implacabile. "Per me è come se fosse successo oggi. Per me è sempre oggi", dice il papá di Sara, Bruno, di fronte ai tanti compagni di scuola delle due ragazze, al sindaco di Roma Gianni Alemanno, al presidente della Regione Lazio Renata Polverini, al direttore della Protezione Civile del Campidoglio Tommaso Profeta.
LA CERIMONIA
"Dopo la tragedia ho sottoscritto un accordo di programma con il ministro Prestigiacomo che dà una prima importante risposta: 120 milioni di euro saranno destinati a sistemare i nostri territori, a renderli vivibili e sicuri, in parte con risorse della Regione, in parte con risorse del ministero dell'Ambiente. I lavori partiranno proprio dall'isola di Ventotene, dove Sara e Francesca hanno perso la vita", ha annunciato il governatore.
"Ciò che non mi dà pace è che si dovesse arrivare alla morte di due ragazzine anonime, speciali per noi, per muovere qualcosa", ha replicato Bruno Panuccio. "Da una parte mi rallegro per i 120 milioni stanziati per mettere in sicurezza il territorio - ha continuato Bruno Panuccio - dall'altra ricordo che bastavano diecimila euro per mettere in sicurezza la rete e evitare la tragedia. E' il segno che bisogna agire prima, visto che i fondi ci sono. Chiedo che si facciano controlli sulla spesa di questi 120 milioni di euro. Sarebbe il colmo se sul sangue delle nostre figlie si ingrassasse qualche amministrazione corrotta".
"Sosteneteci nella nostra battaglia per accertare le responsabilità - ha concluso Panuccio - Noi siamo ergastolani a cielo aperto, scontiamo l'ergastolo del dolore, mentre qualcun altro se la caverà con poco o niente. Per molti sono passati già 3 mesi dalla frana di Ventotene. Per me è successo oggi. E' sempre oggi."
Dopo la messa officiata da Don Angelo Compagnone, parroco della chiesa di S. Anna a Morena, dove le due ragazzine vivevano, viene liberato simbolicamente un gheppio, che vola via sulla targa che ricorda Sara e Francesca. Nel campo scuola a loro intitolato vengono ospitati, nel mese di luglio, circa cento alunni delle V classi delle scuole primarie di Roma, che apprenderanno le nozioni base della protezione civile e del suo funzionamento.
"La protezione civile - ha sottolineato il sindaco Alemanno - deve sempre più servire a prevenire e non semplicemente a intervenire in caso di disastri. Questo campo scuola, che serve a diffondere la cultura del volontariato fra i giovani, può essere uno strumento molto importante". Il primo cittadino ha poi annunciato la nascita "di una fondazione, attraverso l'Ama, che serva a controllare proprio gli aspetti di decoro, degrado ambientale e tutela del paesaggio, e che può essere un grande strumento di prevenzione. Un progetto - ha concluso - in cui i genitori di Sara e Francesca saranno in qualche modo coinvolti".
(20 luglio 2010) © Riproduzione riservata
sabato 17 luglio 2010
IL PENSIERO MIO E NON SOLO

A quanto sembra non sono l’unico a pensarla in un certo modo sulla gestione di VENTOTENE
Questo è scritto da qualcuno che io non conosco ma che sicuramente sa molto più di me sulle attività locali…. Ha tutta la mia approvazione….
giovedì 15 luglio 2010
Ventotene: dopo Beniamino il diluvio
Storia della cricca criminale che in dieci anni ha distutto
un'intera comunità e il suo territorio.
Ventotene: Dieci anni, ci sono voluti soltanto dieci anni per cancellare definitivamente i millenni di storia umana e naturale che hanno plasmato l'isola di Ventotene rendendola quel paradiso che molti, i più fortunati, hanno avuto modo di conoscere fino ad un decennio fa.
Dalla morte improvvisa nel 1999 del sindaco Beniamino Verde, uomo lungimirante che aveva realmente a cuore la salvaguardia dell'immenso patrimonio culturale e naturalistico rappresentato da Ventotene e S. Stefano, coloro che lo hanno sostituito hanno fatto a gara per spolpare e devastare quanto c'era di bello e unico sull'isola. Il tutto con un solo scopo: quello di trarre il massimo profitto personale per sé e per i propri congiunti.
Vere e proprie 'cricche' costituite dal sindaco, dai suoi parenti, dagli assessori e dai dirigenti comunali, appoggiati esternamente da zelanti funzionari regionali e ministeriali, che per il denaro hanno permesso l'abusivismo edilizio sin dentro al Porto Romano e nella zona A della Riserva Naturale (ad oggi 2/3 delle abitazioni isolane sono illegali), ricoperto con tonnellate di cemento interi pezzi di territorio (con la scusa di inutili quanto devastanti e mal eseguiti 'lavori pubblici'), progettato e asfaltato strade, permesso lo scempio di un territorio piccolissimo (1,2 Km2) e fragilissimo senza alcun controllo.
Omuncoli convinti del fatto che l'interesse pubblico è la somma degli interessi di alcuni, e che per sviluppo debba essere intesa la riuscita della "stagione", ovvero il concentrare in due mesi il massimo numero di turisti possibili (oltre 5.000) su 200 metri lineari di spiaggia, offrendo loro servizi da terzo mondo a costi stratosferici. Una politica talmente miope e senza sbocchi da risultare idiota e suicida, purtroppo condivisa da molti cosiddetti 'operatori turistici' locali.
Ovviamente in questo maledetto decennio le parole prevenzione, salvaguardia, tutela e sostenibilità sono state bandite dal vocabolario isolano, e allora l'isola si è rivoltata.
Il 20 aprile scorso il crollo di un costone di tufo ha ucciso due bambine innocenti, Sara e Francesca, e ferito gravemente una loro compagna, Athena. Di fronte alle conseguenza penali e alle responsabilità il sindaco è entrato nel panico, ha commissionato - in nome della 'sicurezza' e per salvare la suddetta "stagione" - ulteriori lavori urgenti di cementificazione dei costoni naturali, deturpando così anche l'ultima delle bellezze naturalistiche che caratterizzavano Ventotene, ma è stato tutto inutile.
Oggi, in pieno luglio, solo pochissimi turisti si avventurano sull'isola e ieri l'altro la Regione Lazio ha interdetto al pubblico il 97% delle coste, comprese case, alberghi e ristoranti che si trovano a 150 metri da esse: in pratica tutta Ventotene.
A questo punto solo un generale e profondo ripensamento delle politiche di sviluppo del territorio, che miri a valorizzare in forma compatibile le ricchezze straordinarie sia naturalistiche che storiche e culturali presenti sull'isola potrà salvare, forse, Ventotene.
Basta notti bianche, elezioni di miss sotto le stelle, giochi del mare o revival dello yacht d'epoca. Il turismo di massa che vuole ciò va a Rimini, dove queste cose le sanno fare molto meglio offrendo, tra l'altro, servizi ottimi a prezzi abbordabili. Un turismo più consapevole e attento è quello adatto ad un territorio fragile e piccolissimo come quello di Ventotene, che veda anche il coinvolgimento della forza lavorativa giovanile, oggi sbandata e lasciata a se stessa, e che possa essere spalmato su tutti i 12 mesi dell'anno.
Ciò solo dopo aver eradicato, politicamente o attraverso la magistratura, quella 'cricca' rozza ed imbecille che in soli dieci anni è stata capace di portare alla rovina un'intera comunità e il suo territorio.
Antonio Marillo

venerdì 16 luglio 2010
la svolta...............
Bruno Panuccio 16 luglio alle ore 22.11
VENTOTENE: LA SVOLTA
Oggi su numerosi quotidiani ha un gran risalto la notizia che sono stati stanziati 120 mln.
( centoventimilioni ) di euro per interventi urgenti di mitigazione del rischio idrogeologico, di cui circa 5,3 milioni per Ponza e 6,4 per Ventotene.
E’ quanto previsto dall’accordo di programma tra il Ministero dell’Ambiente e la Regione Lazio.
Durante la conferenza stampa di presentazione, si è posto l’accento sul fatto che questa è la risposta delle istituzioni alla mia richiesta, fin dal momento della tragedia, di intervento da parte della politica.
In relazione a questo fatto mi sento in diritto ed in dovere di commentare……
Il mio spirito è percorso da due stati d’animo contemporaneamente opposti:
per prima cosa non posso non esser lieto che stavolta si agisca in termini di prevenzione e programma, che sia il segno dell’agire “prima”,
allo stesso tempo sono conscio che si agisca dopo la tragedia di Sara e Francesca e questo non so se riuscirà a lenire il dolore mio o addirittura lo amplificherà in relazione a quanto andrò ad esporre.
Tanti e troppi morti ci sono stati a causa della negligenza e del malaffare nel nostro martoriato paese, basti ricordare gli ultimi episodi come la frana a Messina o il treno investito al Nord nel momento esatto del passaggio. So benissimo che il dolore loro è uguale in tutto e per tutto al mio, tante lacrime versate e il pesante fardello dell’assenza di chi ti è caro.
Sono infuriato con la vita e con il sistema, perche a Ventotene sono stati così ciechi dopo Messina conoscendo perfettamente le condizioni della loro isola ?
Qual è il numero di morti, disgrazie e vergogne in Italia perché ci si muova ?
Perché ci son volute due anonime ragazze di Roma a fungere da agnelli sacrificali perché ci si svegliasse da questo torpore colpevole ed assassino ?
Perché proprio mia figlia ?
Forse perché l’indignazione ha superato la soglia di menefreghismo, ci si è resi conto che è capitato a me , ma potevano essere i figli che in questo momento avete accanto.
Ora la mia richiesta ulteriore a chi ha il potere è il controllo della realizzazione di opere positive e che tutti questi fondi, sacrificio delle tasse dei cittadini, non si perdano in rivoli di sprechi e mazzette perché sarebbe il colmo che il sangue di mia figlia Sara e di Francesca faccia felice amministrazioni corrotte.
A voi che mi leggete, chiedo ancora una volta la condivisione e la diffusione della mia modesta denuncia, perché solo grazie a voi, abbiamo dopo tre mesi questi risultati e questa ribalta.
Sosteneteci nell’ottenere giustizia, che siano accertate le responsabilità e puniti severamente ( per quanto è possibile ) i colpevoli , affinchè non si ripeta o perlomeno si ponga un argine e si limitino danni futuri ad altri, che non dimenticate siamo tutti noi indistintamente.
GRAZIE
( Bruno Panuccio , padre di Sara 16/07/2010 )
sabato 12 giugno 2010
Vergogna !!!!!
VENTOTENE E PROBLEMI DI PORTAFOGLIO
martedì 8 giugno 2010 alle ore 21.27
ORA SI PREOCCUPANO DELLA CRISI DEL TURISMO...
MA DI MIA FIGLIA E DI FRANCESCA SE NE SONO FREGATI,
COME ANCHE DI TANTA ALTRA GENTE CHE FORTUNATAMENTE
E' TORNATA A CASA INCOLUME..
LORO HANNO PERSO DENARO, QUALCUN ALTRO HA PERSO LA FIGLIA...
SI LAMENTASSERO DAVANTI A ME...SE NE HANNO IL CORAGGIO !!!!
PER QUEL CHE MI RIGUARDA POSSONO MORIRE DI FAME !!!!!!
DAL MESSAGGERO : 08 Giugno 2010
Sicurezza come parola d’ordine, insieme al “rilancio” dell’immagine dell’isola.
Con una sola spiaggia aperta per l’estate, quella di Cala Nave per la quale i lavori saranno ultimati entro giugno, gli operatori hanno poco da stare allegri. Ecco allora che spuntano una “card” del turista per servizi a prezzi scontati e la possibilità di affittare barche a prezzi ridotti: «Dobbiamo intervenire per recuperare ciò che abbiamo inevitabilmente perduto per quella tragedia - dice Pietro Pennacchio, albergatore - e la conseguente chiusura delle spiagge.
Per questo pensiamo a un progetto come quello del buono barca, in parte finanziato dagli operatori e in parte dal Comune, vedremo anche se è possibile coinvolgere Regione e ministero dell’Ambiente dato che abbiamo l’area protetta».
Incentivate, almento nelle intenzioni, anche le gite al carcere borbonico di Santo Stefano che però è pericolante: si può arrivare sull’isolotto, godere della natura incontaminata e fermarsi ai piedi della struttura che è un esempio di architettura dell’epoca.
In programma anche un maggior numero di iniziative di intrattenimento rispetto al solito.
Intanto domani, dopo quello di Ponza di due settimane fa, Confcommercio terrà un consiglio straordinario a Ventotene «in considerazione del perdurare delle criticità economiche e logistiche che coinvolgono le isole pontine».
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VENTOTENE ( 29 GIUGNO 2010 )Condividi
Oggi alle 13.55
VENTOTENE : IL COMPORTAMENTO
IMBECILLE E CRIMINALE
Io non so quanti di voi abbiano visto il servizio andato in onda ieri 30 giugno 2010 all’ interno del TG1 delle 20, per chi ne avesse interesse lo può rivedere nel sito della RAI ( ..replay ).
All’ interno di suddetto servizio dell’ inviata Roberta Badaloni, sono concentrati parecchi spunti di riflessione.
Da ieri è di dominio pubblico un filmato girato precedentemente al 20 aprile da alcuni ragazzi in cui si vede benissimo il costone successivamente franato causando la morte di Sara e Francesca, oltre che il grave ferimento di Athena ( non ci dimentichiamo di lei, per favore !!! ).
Dalle immagini chiarissime è evidente a chiunque l’equilibrio più che precario e destinato al crollo di quella parte di roccia: è scavata in basso per una profondità di alcuni metri, basterebbe conoscere il principio della forza di gravità ( se un qualcosa si regge sul nulla finisce in terra a meno che non sia fornito di ali e ne faccia uso!!!! );
oltre ciò ( e mi ripeto ) c’è l’azione corrosiva del mare sulla falesia che per quanto lenta è infinita;
aggiungiamo la strada sovrastante percorsa da mezzi pesanti carichi di pesi elevati;
i continui lavori di trivellazione profonda conseguenza dei tanti lavori di somma urgenza che negli anni hanno interessato la strada stessa e rimpinguato le tasche delle solite ditte amiche dell’amministrazione ;
la pessima gestione della canalizzazione dell’acqua piovana, e qui chiedete all’amministrazione locale come mai si è permesso che la quasi totalità degli antichi vasconi romani per la raccolta delle acque siano divenute case o ville ( perlopiù abusive, vi ricordo che i 2/3 delle costruzioni a ventotene sono non censite ) e parliamo sempre di un territorio la cui superficie è di 1 ( uno !!! ) chilometro quadrato, per cui qualunque abuso viene perpetrato sotto gli occhi di tutti .
A fronte di tutto ciò credo di essere nel pieno diritto di affermare che è un insulto parlare di tragica fatalità riguardo la morte di mia figlia Sara e della sua amica Francesca ( lo so che ripeto i nomi, ma è bene che rimangano bene impressi nella memoria collettiva ), il nostro lutto è figlio della negligenza e del mancato rispetto verso il valore della vita dei cittadini ospiti dell’isola ( chi non è del posto è solo uno strumento per far cassa ), difatti i Ventotenesi si guardano bene dal mandare i loro figli a ridosso della roccia e per contro si guardano bene dall’allertare le scolaresche in gita dei pericoli da loro ben conosciuti, ( sarebbe una cattiva pubblicità ).
Ed ora veniamo alla situazione attuale:
il servizio del TG1 è stato girato il 29 giugno (a poco più di 2 mesi dalla morte delle due ragazze)
e la situazione è la seguente:
nella spiaggia di Cala Rossano, tranne la piccola zona sotto sequestro giudiziario per le indagini ,
l’accesso non è vietato, c’è solo qualche sparuto e celato cartello di fare attenzione , per cui la gente continua a stazionare in quell’area altamente pericolosa ( non per niente la ditta che sta mettendo in sicurezza anche Cala Nave lavora sempre a ritmi serrati, forse hanno preso un giorno di ferie per non apparire agli occhi del turista );
dalle immagini si vede addirittura una turista incosciente che tranquillamente si fa il bagno a ridosso delle rocce e sulla cui stradina sterrata sovrastante fa mostra inquietante un camion che credo serva all’edilizia ( il pericolo quindi è di casa sia sopra che sotto) .
Il signor sindaco Giuseppe Assenso, alle domande del giornalista della rivista Terra sul come fosse possibile una situazione del genere, ha dato questa risposta:
- “ Non ho i mezzi per controllare costantemente l’accesso alla spiaggia o il fatto che la gente si ponga vicino alle rocce, sto aspettando che mi arrivi dall’Abruzzo una fornitura di cartellonistica per i divieti “
Siccome io disgraziatamente su quella spiaggia ci sono stato il giorno che è morta Sara, vi posso dire che l’estensione della stessa è minima, che l’accesso è pressoché obbligato tramite pochissimi metri e quindi una risposta del genere denota secondo me un comportamento IMBECILLE e CRIMINALE da parte di detta amministrazione ( basterebbe transennare l’accesso e spedire ogni tanto un vigile o un qualsiasi delegato a controllare il rispetto di ciò).
Ma forse sono ritornati a prevalere i diritti di Dio quattrino per cui quei pochi metri anche se pericolosissimi sono considerati oro e le vite degli incoscienti turisti zero.
Nel caso ( speriamo non accada mai ) che crolli un altro pezzo di fragilissimo tufo, potrà sempre dire che stavolta lo sapevano tutti che poteva succedere e quindi di sicuro non è colpa sua !!!
A questo punto chi ha una fede la preghi, chi è scaramantico si tocchi le parti basse oppure ferro.
In alternativa a tutto ciò fate girare questo scritto affinchè la gente abbia conoscenza di quella che è la gestione di un problema di questa gravità.
Vi ringrazio della pazienza avuta nel leggere la mia lunga nota e se lo riterrete opportuno condividetela e diffondetela il più possibile .
( Bruno Panuccio , padre di Sara 01 /07 / 2010 )
martedì 8 giugno 2010 alle ore 21.27
ORA SI PREOCCUPANO DELLA CRISI DEL TURISMO...
MA DI MIA FIGLIA E DI FRANCESCA SE NE SONO FREGATI,
COME ANCHE DI TANTA ALTRA GENTE CHE FORTUNATAMENTE
E' TORNATA A CASA INCOLUME..
LORO HANNO PERSO DENARO, QUALCUN ALTRO HA PERSO LA FIGLIA...
SI LAMENTASSERO DAVANTI A ME...SE NE HANNO IL CORAGGIO !!!!
PER QUEL CHE MI RIGUARDA POSSONO MORIRE DI FAME !!!!!!
DAL MESSAGGERO : 08 Giugno 2010
Sicurezza come parola d’ordine, insieme al “rilancio” dell’immagine dell’isola.
Con una sola spiaggia aperta per l’estate, quella di Cala Nave per la quale i lavori saranno ultimati entro giugno, gli operatori hanno poco da stare allegri. Ecco allora che spuntano una “card” del turista per servizi a prezzi scontati e la possibilità di affittare barche a prezzi ridotti: «Dobbiamo intervenire per recuperare ciò che abbiamo inevitabilmente perduto per quella tragedia - dice Pietro Pennacchio, albergatore - e la conseguente chiusura delle spiagge.
Per questo pensiamo a un progetto come quello del buono barca, in parte finanziato dagli operatori e in parte dal Comune, vedremo anche se è possibile coinvolgere Regione e ministero dell’Ambiente dato che abbiamo l’area protetta».
Incentivate, almento nelle intenzioni, anche le gite al carcere borbonico di Santo Stefano che però è pericolante: si può arrivare sull’isolotto, godere della natura incontaminata e fermarsi ai piedi della struttura che è un esempio di architettura dell’epoca.
In programma anche un maggior numero di iniziative di intrattenimento rispetto al solito.
Intanto domani, dopo quello di Ponza di due settimane fa, Confcommercio terrà un consiglio straordinario a Ventotene «in considerazione del perdurare delle criticità economiche e logistiche che coinvolgono le isole pontine».
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Sara Panuccio
Mi fai sempre lo stesso effetto. ~
Ogni maledetta volta che ci guardiamo negli occhi,
sento ancora quel vuoto allo stomaco che mi
strozzava tempo fa.
Ogni maledetta volta che provo ad immaginarmi
senza te, mi sento vuota. Sento ancora le gambe
che mi tremano, provo a fare finta di nulla.
Ma tu fai l'effetto di sempre.. ♥
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VENTOTENE ( 29 GIUGNO 2010 )Condividi
Oggi alle 13.55
VENTOTENE : IL COMPORTAMENTO
IMBECILLE E CRIMINALE
Io non so quanti di voi abbiano visto il servizio andato in onda ieri 30 giugno 2010 all’ interno del TG1 delle 20, per chi ne avesse interesse lo può rivedere nel sito della RAI ( ..replay ).
All’ interno di suddetto servizio dell’ inviata Roberta Badaloni, sono concentrati parecchi spunti di riflessione.
Da ieri è di dominio pubblico un filmato girato precedentemente al 20 aprile da alcuni ragazzi in cui si vede benissimo il costone successivamente franato causando la morte di Sara e Francesca, oltre che il grave ferimento di Athena ( non ci dimentichiamo di lei, per favore !!! ).
Dalle immagini chiarissime è evidente a chiunque l’equilibrio più che precario e destinato al crollo di quella parte di roccia: è scavata in basso per una profondità di alcuni metri, basterebbe conoscere il principio della forza di gravità ( se un qualcosa si regge sul nulla finisce in terra a meno che non sia fornito di ali e ne faccia uso!!!! );
oltre ciò ( e mi ripeto ) c’è l’azione corrosiva del mare sulla falesia che per quanto lenta è infinita;
aggiungiamo la strada sovrastante percorsa da mezzi pesanti carichi di pesi elevati;
i continui lavori di trivellazione profonda conseguenza dei tanti lavori di somma urgenza che negli anni hanno interessato la strada stessa e rimpinguato le tasche delle solite ditte amiche dell’amministrazione ;
la pessima gestione della canalizzazione dell’acqua piovana, e qui chiedete all’amministrazione locale come mai si è permesso che la quasi totalità degli antichi vasconi romani per la raccolta delle acque siano divenute case o ville ( perlopiù abusive, vi ricordo che i 2/3 delle costruzioni a ventotene sono non censite ) e parliamo sempre di un territorio la cui superficie è di 1 ( uno !!! ) chilometro quadrato, per cui qualunque abuso viene perpetrato sotto gli occhi di tutti .
A fronte di tutto ciò credo di essere nel pieno diritto di affermare che è un insulto parlare di tragica fatalità riguardo la morte di mia figlia Sara e della sua amica Francesca ( lo so che ripeto i nomi, ma è bene che rimangano bene impressi nella memoria collettiva ), il nostro lutto è figlio della negligenza e del mancato rispetto verso il valore della vita dei cittadini ospiti dell’isola ( chi non è del posto è solo uno strumento per far cassa ), difatti i Ventotenesi si guardano bene dal mandare i loro figli a ridosso della roccia e per contro si guardano bene dall’allertare le scolaresche in gita dei pericoli da loro ben conosciuti, ( sarebbe una cattiva pubblicità ).
Ed ora veniamo alla situazione attuale:
il servizio del TG1 è stato girato il 29 giugno (a poco più di 2 mesi dalla morte delle due ragazze)
e la situazione è la seguente:
nella spiaggia di Cala Rossano, tranne la piccola zona sotto sequestro giudiziario per le indagini ,
l’accesso non è vietato, c’è solo qualche sparuto e celato cartello di fare attenzione , per cui la gente continua a stazionare in quell’area altamente pericolosa ( non per niente la ditta che sta mettendo in sicurezza anche Cala Nave lavora sempre a ritmi serrati, forse hanno preso un giorno di ferie per non apparire agli occhi del turista );
dalle immagini si vede addirittura una turista incosciente che tranquillamente si fa il bagno a ridosso delle rocce e sulla cui stradina sterrata sovrastante fa mostra inquietante un camion che credo serva all’edilizia ( il pericolo quindi è di casa sia sopra che sotto) .
Il signor sindaco Giuseppe Assenso, alle domande del giornalista della rivista Terra sul come fosse possibile una situazione del genere, ha dato questa risposta:
- “ Non ho i mezzi per controllare costantemente l’accesso alla spiaggia o il fatto che la gente si ponga vicino alle rocce, sto aspettando che mi arrivi dall’Abruzzo una fornitura di cartellonistica per i divieti “
Siccome io disgraziatamente su quella spiaggia ci sono stato il giorno che è morta Sara, vi posso dire che l’estensione della stessa è minima, che l’accesso è pressoché obbligato tramite pochissimi metri e quindi una risposta del genere denota secondo me un comportamento IMBECILLE e CRIMINALE da parte di detta amministrazione ( basterebbe transennare l’accesso e spedire ogni tanto un vigile o un qualsiasi delegato a controllare il rispetto di ciò).
Ma forse sono ritornati a prevalere i diritti di Dio quattrino per cui quei pochi metri anche se pericolosissimi sono considerati oro e le vite degli incoscienti turisti zero.
Nel caso ( speriamo non accada mai ) che crolli un altro pezzo di fragilissimo tufo, potrà sempre dire che stavolta lo sapevano tutti che poteva succedere e quindi di sicuro non è colpa sua !!!
A questo punto chi ha una fede la preghi, chi è scaramantico si tocchi le parti basse oppure ferro.
In alternativa a tutto ciò fate girare questo scritto affinchè la gente abbia conoscenza di quella che è la gestione di un problema di questa gravità.
Vi ringrazio della pazienza avuta nel leggere la mia lunga nota e se lo riterrete opportuno condividetela e diffondetela il più possibile .
( Bruno Panuccio , padre di Sara 01 /07 / 2010 )
giovedì 3 giugno 2010
Ventotene:
LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE

venerdì 04 giugno 2010
Una foto incastra il sindaco di Ventotene?
Nel 2005 la zona della tragedia, a Cala Rossano, era recintata e tabellata.
Ventotene: Lo ha ripetuto per giorni e giorni a giornali, televisioni, cittadini. Secondo il sindaco Assenso: "mai nessun segno di cedimenti a Cala Rossano, era una spiaggia sicura da sempre". Eppure la magistratura ha indagato lui ed altri nove per omicidio colposo e lesioni gravissime, dopo la morte di Sara e Francesca, e il ferimento di Athena per colpa di quelle rocce maledette. L'indagine della Procura di Latina ha scoperto documenti e atti che provano quanto fosse ben nota agli amministratori dell'isola la pericolosità del sito, tanto da richiedere ben cinque interventi di 'somma urgenza' per la sua messa in sicurezza. Evidentemente non è bastato. Ora spunta una foto, pubblicata in un volume del 2005 di Folco Quilici e Luca Tamagnini su Ventotene (Photoatlante Editore), che mostra chiaramente come la zona dove sono morte le due ragazze fosse all'epoca interdetta all'accesso. Quelle transenne e quei cartelli, poi spariti, avrebbero potuto evitare la tragedia?
fonte: ParvapoliS postato da: orabasta
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SONO UN ERGASTOLANO A CIELO APERTO:
http://www.facebook.com/lapicche?v=app_2347471856
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venerdì 07 maggio 2010
Campagna di prevenzione per Ventotene
Grotte murate a Cala Rossano
Ventotene: Dopo la tragedia accaduta il 20 aprile sulla spiaggia di Cala Rossano tutto tace.Speriamo che le indagini facciano emergere le responsabilità e che questa tragedia sia comunque l'inizio di un pensiero preventivo.E' noto ormai l'abusivismo e il consumo del territorio nonostante che Ventotene sia Area Naturale Marina Protetta. Nessun controllo sulle irregolarità ,sul rispetto dei vincoli legislativi. Un'isola immune alla legalità.Le immagini della base nautica del Circolo velico sono emblematiche :sono state chiuse le grotte naturali per adibirle a deposito per le attrezzature della base nautica.E'una concessione ufficiale dopo attenta perizia,o un abusivismo?Soprattutto dopo il crollo del costone a pochi metri si è sicuri che quelle ex- grotte, stessa roccia, siano sicure per gli allievi della scuola? Considerando che il Circolo Velico Ventotene, Scuola di Vela autorizzata F.I.V., è da molti anni fra i primi circoli velici in Italia per numero di allievi juniores e cadetti ci si augura che lo sia anche per sicurezza.E'arrivato il momento di segnalare per prevenire.
MA 1 EURO PER UN CARTELLO DI PERICOLO NON LO HANNO SPESO !!!!!!
Oggi alle 18.32
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Archivio News Invia una newsVentotene: cara ci costa
giovedì 03 giugno 2010
Ventotene: cara ci costa
Ventotene: Da tempo e da più parti si dice che nelle casse del Comune di Ventotene sono entrati tanti soldi.
Ma potrebbero essere solo voci "maligne" senza prove. Allora non ci resta ad esempio che leggere quanto pubblicizzato dallo stesso Comune nel PIV (Piano integrato Ventotene) o quanto deliberato in vari Provvedimenti della Comunità Europea, del Ministero dell'Ambiente, della Regione Lazio.
Prendiamo carta e penna e facciamo la somma dei finanziamenti che a vario titolo sono stati stanziati.
*Lavori per un primo ed urgente intervento di salvaguardia del complesso storico ex-carcere di epoca borbonica dell'isola di Santo Stefano 500.000,00 euro. Intervento nel 2001 Assessorato lavori pubblici -Regione Lazio
*Parco ed itinerari archeologici per la fruibilità museale dell'isola di Ventotene 8.961.000.0 00 di lire diciamo quasi 5.000.000,00 euro. Ministero Beni Culturali
*Interventi prioritari aree marine protette 830.000,00 euro. Ministero Ambiente
*Realizzazione della sede della riserva naturale statale e dell'area marina protetta 780.000,00 euro Ministero Ambiente
*Sostenibilità ambientale isole minori, interventi pubblici 350.000,00-interventi privati 1.400.000,00 euro Ministero Ambiente
*Sala polivalente bioclimatica 1.600.000,00 euro Ministero Ambiente Reg. Lazio
*Bonifica ex-inceneritore di rifiuti solidi urbani 400.000,00 euro Regione Lazio
*Bonifica e rinaturalizzazione ex-discarica località canalone 700.00,00 euro Regione Lazio
*Bando mobilità sostenibile 50.000,00 euro Ministero Ambiente
*Interventi per la diffusione di motori fuori bordo a basso impatto ambientale 154.000,00 euro Ministero Ambiente
*Interventi di restauro ambientale nei sistemi costieri in erosione (spiaggia di parata grande) 155.000,00 euro Ministero Ambiente
*Sostenibilità ambientale nelle isole minori. Risparmio energetico e fonti rinnovabili 1.766.800,00 euro Ministreo Ambiente
Si arriva ad un totale di quasi 14 milioni di euro nel giro di quasi dieci anni.
Un'isola fortunata per chi amministra, sfortunata per chi innocentemente muore.
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sabato 29 maggio 2010
Cala Rossano era pericolosa: gli amministratori comunali hanno ignorato l'allarme rosso
Ecco i colpevoli della morte di Sara e Francesca
Ventotene: La spiaggia dove morirono le due ragazze in gita scolastica bocciata già nel 2009 da Legambiente e Protezione civile. Il dossier: alto rischio idrogeologico, ma nessuno si preoccupò dei lavori.
Sara Panuccio e Francesca Colonnello, non dovevano accedere a Cala Rossano, dove sono morte sotto il crollo del costone di tufo il 20 aprile. L'area era a rischio ma nessun cartello di avviso fu apposto. E nessuna opera fu avviata. E centinaia di scolaresche in gita scolastica hanno continuato a frequentare l'unico tratto di spiaggia aperto a Ventotene. Non c'è solo la Procura di Latina ad accusare in particolare tre indagati su 10: il sindaco, l'ex sindaco e il dirigente dell'Ufficio tecnico. Emergono significative omissioni anche dal monitoraggio ambientale della Protezione Civile «per mitigare il rischio idrogeologico» eseguito con Legambiente che ha reso pubblici i risultati l'anno scorso. Il documento boccia Ventotene assegnandole il punteggio di 1,5 ben sotto la sufficienza, rappresentata dal 6. Ventotene finisce al quartultimo posto della classifica, seguita solo da Concerviano, Villa Santa Lucia e Vejano. Anche per colpa dell'abusivismo.
Abusive sarebbero i 2/3 delle 1.500 case costruite su una zolla di 1 km e mezzo quadrato, con molte ville elevate sopra gli antichi vasconi romani di raccolta acqua. E ora l'acqua batte su cemento e asfalto finendo sui costoni di tufo, che crollano al suolo I campanelli d'allarme. Già nel 2004 ci fu un distacco nella medesima zona di Cala Rossano. In tre avvisi di garanzia su 10 si legge: «Nel gennaio 2007 omessa segnalazione del pericolo esistente nella zona che richiedeva consolidamento e riqualificazione della parete tufacea mediante iniezione cementizie e sistemi di protezione contro fenomeni di distacchi roccioso». Inascoltati gli allarmi delle autorità preposte. «...omessa segnalazione di pericolo di distacco parete rocciosa in zone immediatamente limitrofe nel novembre del 2009 a seguito di segnalazione dell'Ufficio locale marittimo di Ventotene». In pratica, non si sarebbero dati ascolto. Di più. «In particolare i predetti indagati non davano riscontro all'invito per partecipare alla conferenza programmatica predisposta dall'autorità dei Bacini regionali del Lazio con note del 14.01.2005; 08.03.2005 e 26.10.2005 per il P.A.I. (Piano per l'assetto idrogeologico ndr).
Con note del 16.07.2008; 02.02.2009 per il Pai 2009. La loro mancata partecipazione ovvero omessa trasmissione di dati relativi alla spiaggia di Cala Rossano non consentivano ai membri dell'Autorità dei Bacini regionali del Lazio di avere una completa conoscenza dello stato dei luoghi con conseguente omissione di indicazione della zona quale area pericolo ovvero di attenzione geomorfologia».
Grazia maria Coletti - 29/05/2010
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