APPELLO PER LA SICUREZZA NEI CAMPI SCUOLA pubblicata da Bruno Panuccio il giorno martedì 14 dicembre 2010 A TUTTI GLI STUDENTI
A TUTTI GLI OPERATORI DELLA SCUOLA
A TUTTI I GENITORI DEGLI STUDENTI
A TUTTI COLORO CHE NON SONO GENITORI DI STUDENTI , ma hanno nipoti, figli di amici nelle scuole
A TUTTI COLORO CHE CREDONO NEL SENSO CIVICO
In questo periodo in tutte le scuole ci si organizza per la scelta della destinazione dei campi scuola primaverili. In seguito alla tragedia di VENTOTENE del 20 aprile 2010 in cui durante una gita scolastica sono morte SARA PANUCCIO e FRANCESCA COLONNELLO,
non certo per una fatalità, ma per colpevoli inosservanze delle norme di sicurezza da parte dell’amministrazione locale, questo lo si può affermare indipendentemente da qualsiasi esito giudiziario sulla vicenda, CHIEDO
a voi tutti un piccolo gesto che sicuramente potrà essere di grande utilità se preso in seria considerazione. Una gita scolastica deve essere un momento di arricchimento e felicità e non può divenire fonte di dolore eterno per la mancanza di chi ti è caro !!
CHIEDETE CHE I LUOGHI PRESCELTI OFFRANO LA MASSIMA GARANZIA DI SICUREZZA E TUTELA DEI VISITATORI
PUNITE CON L’ESCLUSIONE, CHI HA DIMOSTRATO DI NON AVERE ALCUN RIGUARDO PER LA VITA ALTRUI, MA DI ANTEPORRE I PROPRI INTERESSI ECONOMICI, SARA’ DI ESEMPIO E MONITO PER CHI FA DEL TURISMO IL CARDINE ECONOMICO.
DIVULGATE QUESTA NOTA, CONDIVIDETELA E RICHIEDETENE LA CONDIVISIONE AGLI ALTRI,STAMPATELA, FOTOCOPIATELA,AFFIGGETELA NELLE BACHECHE DELLE SCUOLE E COSA PIU’ IMPORTANTE … FATELA TROVARE SULLA CATTEDRA DEGLI INSEGNANTI !!!!
Grazie anche a questo gesto il SACRIFICIO DI SARA E FRANCESCA NON SARA’ INUTILE.
CHE MAI PIU’ ACCADA AD ALTRI CIO’ CHE E’ ACCADUTO A LORO, ALLE LORO FAMIGLIE ED AI LORO AMICI
VENTOTENE...IL PREMIO AGLI AMMINISTRATORI pubblicata da Bruno Panuccio 6 ottobre 2010 alle ore 20.39
VENTOTENE: IL PREMIO AGLI AMMINISTRATORI
Oggi, 6 ottobre 2010, si festeggia nel mondo cattolico San Bruno e quindi è il mio onomastico, non mi aspettavo alcun regalo, anche perché voglia di festeggiare non ne abbiamo dopo la morte di mia figlia Sara, della sua amica Francesca ed il grave ferimento di Athena. Ma qualcuno si vede la pensi diversamente per cui ho avuto un presente inaspettato e del quale sinceramente avrei volentieri fatto a meno. A questo punto è mio dovere ricordare i nomi di 3 dei 10 indagati ; per ora; per la tragedia di Ventotene, e le motivazioni di tale provvedimento:è un atto pubblico e quindi non ho alcun timore a divulgarlo.
Il P.M. Vincenzo Saveriano sta indagando i signori:
ASSENSO GIUSEPPE, nato a Ventotene il 11/10/ 1946, quale sindaco di Ventotene dall'Aprile 2005 ad oggi
BIONDO VITO, nato a Ventotene il 04/05/1942 , quale sindaco di Ventotene dal 2004 all'Aprile 2005
ROMANO PASQUALE , nato a Ventotene il 30/11/1955 , quale responsabile dell'Ufficio Tecnico del comune di Ventotene
tutti e tre per: colpevole omessa segnalazione nelle loro rispettivequalità come sopra specificatedel pericolo esistente nella spiaggia di Cala Rossano di Ventotene nonostante il massiccio intervento eseguiti nel giugno 2004 relativo al distacco di parete rocciosanella medesima zona; per omessa segnalazione nel gennaio 2007 di pericolo esistente sulla zona che richiedeva consolidamento e riqualificazione della parete tufacea mediante iniezioni cementizie e sistemi di protezione contro fenomeni di distacchi rocciosi nonché per omessa segnalazione di pericolo di distacco parete rocciosa in zone immediatamente limitrofe nel novembre 2009 a seguito di segnalazione dell'Ufficio locale marittimo di Ventotene.
I predetti indagati non davano riscontro all'invito a partecipare alla Conferenza programmatica predisposta dall'Autorità dei Bacini Regionali del Lazio con note del 14/01/2005, del 08/03/2005, del 26/10/2005, del 16/07/2008 e del 02/02/2009.
La loro mancata partecipazione ovvero l'omessa trasmissione de dati relativi alla spiaggia di Cala Rossano non consentivano ai membri dell'Autorità dei Bacini Regionali del Lazio di avere una completa conoscenza dello stato dei luoghi con conseguente omissione di indicazione della zona quale area a pericolo ovvero di attenzione geomorfologica.
In parole più semplici per noi comuni cittadini : crolli dove sono morte Sara e Francesca ne erano avvenuti precedentemente e più volte, tanto è vero che ci si era messa mano anche se in maniera non sufficiente, per contro si sono sempre guardati bene dal segnalare il pericolo forse perchè seguendo quello che sarebbe stato il buonsensoi turisti e scolaresche avrebbero scelto altre mete.
Oltre queste colpe presunte hanno disertato omertosamente gli incontri con le autorità della regione per relazionare sullo stato idrogeologico della loro isola, in tal modo del pericolo erano a conoscenza solo gli abitanti del luogo i quali si guardavano bene dal porsi a ridosso delle rocce lasciando il piacere dell'ombra agli ignari visitatori che forse pensavano ad un segno di grande cortesia e generosità da parte degli isolani.
Io ricordo bene che la sera dei funerali il primo cittadino in una trasmissione nazionale dichiarò che mai si sarebbe aspettato un evento del genere e sventolando una cartina nella quale altri signori , anche loro indagati, e dei quali parleremo in futuro, dichiaravano nella loro funzione di periti che la zona era sicura a tutti gli effetti ( chissà mai perché solo le due spiaggette più accessibili e dove c'è uno dei circoli velici più famosi d'Italia fanno eccezione al 95 % dell'isola ritenuta pericolosa e offlimits ) A fronte di tutto ciò in un paese civile tali persone dovrebbero avere perlomeno il buongusto di dimettersi o sospendersi in attesa di giudizio o essere rimossi temporaneamente o definitivamente da autorità statali superiori fosse anche per rispetto delle nostre famiglie e dei cittadini tutti.
.....................ED INVECE.................
per sostenere questi tre poveri malcapitati dallo stress di tale vicenda che sicuramente sarà superiore a quello delle famiglie di Sara e Francesca ed anche per aiutarli da un punto di vista economico , gli avvocati costano , e se per loro disgrazia la giustizia italiana li dovesse ritenere colpevoli a livello penale o civile andrebbero incontro a dover far fronte a risarcimenti pesanti il destino benigno ha deciso di dargli una mano .
.............NON E' UNO SCHERZO , BASTA NASCERE FORTUNATI
Il nuovo Piano Casa della Regione Lazio appena varato ha individuato a Ventotene altre quattro zone urbanizzate oltre al paese vero, casomai ce ne fosse bisogno in un territorio di appena 154 ettari, dove è possibile aumentare la cubatura fino al 60 % e quindi poter realizzare opere di costruzione di tante belle stanzette da affittare a peso d'oro ai turisti che verranno in futuro, come ben sapete l'isola è piccolissima e per far fronte alla domanda si son già dovuti sacrificare e stringere costruendo abusivamente due case su tre, quindi ora è meglio l'avallo del governo così da poter tacciare le malelingue come me e abbassare la percentuale di opere abusive. E' un teorema perfetto : invece di abbattere lo scempio abusivo e ridare all'isola l'antico splendore per cui è tanto decantata, si aumenta il cemento in maniera legale cosicchè magari di questo passo, poco a poco, ci sarà solo una casa non censita su tre, è una trovata diabolica, strano non ci abbiano pensato prima.
E quel che è ancora più strano è l'ubicazione di queste zone prescelte, sono sparse qua e là,come si evince dalla cartografia visionabile sul sito della Regione: mica a tutti è riservato il diritto... provate ad indovinare che grande coincidenza è arrivata dal bussolotto della dea bendata.
Ora ve lo spiego io: una zona, l'albergo Cala Battaglia è del nipote dell'attuale sindaco il quale ha già collezionato parecchie denunce per abusivismo edilizio, l'ultima appena un mese fa,un altra coincide con la proprietà dell'ex sindaco Vito Biondo,la terza guarda caso è di proprietà del signor Romano Pasquale, responsabile dell'ufficio Tecnico.
Ma sono gli stessi dell'avviso di garanzia !!!!
Naturalmente non ci si è dimenticati delle proprietà dei vari consiglieri di maggioranza e falsa opposizione, così da continuare allegramente e impunemente nella tradizione della gestione ormai consolidata di Ventotene, infischiandosene altamente del fatto che la stessa è considerata Patrimonio dell'Unesco e all'interno c'è un Parco che forse avrebbe bisogno di maggior tutela.
Non è solo lo sfogo personale di un padre al quale è stata tolta una figlia, non certo per una fatalità, come si vorrebbe far credere, ma la denuncia di una vergogna che spero condividiate il più possibile.
Vi ringrazio dell'attenzione alla lunga lettura, se avete avuto la pazienza di arrivare a queste righe, ma stavolta la sintesi non mi era permessa.
A Mattino 5 Athena racconta quel maledetto 20 aprile in cui persero la vita Sara e Francesca
AUGURI DI CUORE DI UNA VELOCE GUARIGIONE
In conseguenza del tipo di trasmissione e dell'orario di messa in onda l'intervista si indirizza sul lato umano e commovente della vicenda, lasciando pochissime battute sulla ricerca delle responsabilità....sono state brave Athena e la mamma Alessandra ad inserire il fatto che la guida stava spiegando ai ragazzi che il tufo era friabile, che non c'era alcuna rete di protezione e che l'amministrazione locale ha responsabilità sull'accaduto.
Per il resto è tutto da copione: spettacolarizzazione del dramma e ricerca di lacrime e consenso dei telespettatori per arrivare allo spot successivo e vendere prodotti vari !!!
Ad ogni modo Athena che ha solo 14 anni ha dimostrato la sua grande forza d'animo e il suo impegno nel ricordare le sue amiche scomparse, ha sopportato lo stress delle telecamere puntate addosso .
Bruno Panuccio VENTOTENE: INTERVENTO DI BRUNO PANUCCIO A RAI
pubblicata da Bruno Panuccio 29 settembre 2010
............... Mi permetto di pubblicare questa nota anche oggi in relazione al fatto che sulle reti mediaset il 28/09/2010 è andata in onda l'intervista ad Athena che miracolosamente è sopravvissuta il 20/04 alla tragedia in cui hanno perso la vita mia figlia Sara e la sua amica Francesca..
Io ho avuto l'opportunità e la fortuna di potermi esprimere in modo più ampio su quelle che secondo me e molti altri sono le reali responsabilità sull'accaduto...
vi chiedo ancora una volta di condividerlo affinchè sia ben chiaro a tutti che non si è trattato di una tragica fatalità ; se non nei nomi e nei numeri, ma di qualcosa di prevedibilissimo e colpevole ne è la gestione del luogo da parte dell'amministrazione locale e di quanti hanno ritenuto sulla carta quelle spiagge sicure a rischio e pericolo dei turisti e delle scolaresche in visita sull'isola.
da parte mia non smetterò mai di far sì che la verità venga a galla...
lo devo a Sara e a Francesca, non sarebbe di nessun aiuto a me ed agli altri autocommiserarmi nel dolore e farmi da parte....
L'EVENTO Ventotene, tre mesi fa la tragedia campo scuola per Francesca e Sara Messa stamani a Castel di Guido per ricordare le ragazza morte nel crollo di un costone di roccia. Polverini: "Saranno destinati a sistemare i nostri territori 120 milioni di euro". Bruno Panuccio: "Bastavano diecimila euro per mettere in sicurezza la rete"
La mamma di Sara, Martina Panuccio, si inginocchia a terra, scoppia a piangere e grida "non ce la faccio ad andare avanti", quando viene svelata la targa che intitola a "Francesca e Sara" il campo scuola della Protezione civile di Roma, stamani a Castel di Guido. Il marito Bruno la abbraccia, come fanno poi anche Maurizio e Vincenza Colonnello, genitori di Francesca. A soli tre mesi dalla tragedia di Ventotene, dove le due studentesse quattordicenni persero la vita colpite da un costone roccioso che si era staccato da una parete e caduta sulla spiaggia sottostante, il dolore dei familiari è ancora vivo e implacabile. "Per me è come se fosse successo oggi. Per me è sempre oggi", dice il papá di Sara, Bruno, di fronte ai tanti compagni di scuola delle due ragazze, al sindaco di Roma Gianni Alemanno, al presidente della Regione Lazio Renata Polverini, al direttore della Protezione Civile del Campidoglio Tommaso Profeta.
LA CERIMONIA
"Dopo la tragedia ho sottoscritto un accordo di programma con il ministro Prestigiacomo che dà una prima importante risposta: 120 milioni di euro saranno destinati a sistemare i nostri territori, a renderli vivibili e sicuri, in parte con risorse della Regione, in parte con risorse del ministero dell'Ambiente. I lavori partiranno proprio dall'isola di Ventotene, dove Sara e Francesca hanno perso la vita", ha annunciato il governatore.
"Ciò che non mi dà pace è che si dovesse arrivare alla morte di due ragazzine anonime, speciali per noi, per muovere qualcosa", ha replicato Bruno Panuccio. "Da una parte mi rallegro per i 120 milioni stanziati per mettere in sicurezza il territorio - ha continuato Bruno Panuccio - dall'altra ricordo che bastavano diecimila euro per mettere in sicurezza la rete e evitare la tragedia. E' il segno che bisogna agire prima, visto che i fondi ci sono. Chiedo che si facciano controlli sulla spesa di questi 120 milioni di euro. Sarebbe il colmo se sul sangue delle nostre figlie si ingrassasse qualche amministrazione corrotta".
"Sosteneteci nella nostra battaglia per accertare le responsabilità - ha concluso Panuccio - Noi siamo ergastolani a cielo aperto, scontiamo l'ergastolo del dolore, mentre qualcun altro se la caverà con poco o niente. Per molti sono passati già 3 mesi dalla frana di Ventotene. Per me è successo oggi. E' sempre oggi."
Dopo la messa officiata da Don Angelo Compagnone, parroco della chiesa di S. Anna a Morena, dove le due ragazzine vivevano, viene liberato simbolicamente un gheppio, che vola via sulla targa che ricorda Sara e Francesca. Nel campo scuola a loro intitolato vengono ospitati, nel mese di luglio, circa cento alunni delle V classi delle scuole primarie di Roma, che apprenderanno le nozioni base della protezione civile e del suo funzionamento.
"La protezione civile - ha sottolineato il sindaco Alemanno - deve sempre più servire a prevenire e non semplicemente a intervenire in caso di disastri. Questo campo scuola, che serve a diffondere la cultura del volontariato fra i giovani, può essere uno strumento molto importante". Il primo cittadino ha poi annunciato la nascita "di una fondazione, attraverso l'Ama, che serva a controllare proprio gli aspetti di decoro, degrado ambientale e tutela del paesaggio, e che può essere un grande strumento di prevenzione. Un progetto - ha concluso - in cui i genitori di Sara e Francesca saranno in qualche modo coinvolti".
A quanto sembra non sono l’unico a pensarla in un certo modo sulla gestione di VENTOTENE Questo è scritto da qualcuno che io non conosco ma che sicuramente sa molto più di me sulle attività locali…. Ha tutta la mia approvazione….
giovedì 15 luglio 2010 Ventotene: dopo Beniamino il diluvio
Storia della cricca criminale che in dieci anni ha distutto un'intera comunità e il suo territorio.
Ventotene: Dieci anni, ci sono voluti soltanto dieci anni per cancellare definitivamente i millenni di storia umana e naturale che hanno plasmato l'isola di Ventotene rendendola quel paradiso che molti, i più fortunati, hanno avuto modo di conoscere fino ad un decennio fa. Dalla morte improvvisa nel 1999 del sindaco Beniamino Verde, uomo lungimirante che aveva realmente a cuore la salvaguardia dell'immenso patrimonio culturale e naturalistico rappresentato da Ventotene e S. Stefano, coloro che lo hanno sostituito hanno fatto a gara per spolpare e devastare quanto c'era di bello e unico sull'isola. Il tutto con un solo scopo: quello di trarre il massimo profitto personale per sé e per i propri congiunti. Vere e proprie 'cricche' costituite dal sindaco, dai suoi parenti, dagli assessori e dai dirigenti comunali, appoggiati esternamente da zelanti funzionari regionali e ministeriali, che per il denaro hanno permesso l'abusivismo edilizio sin dentro al Porto Romano e nella zona A della Riserva Naturale (ad oggi 2/3 delle abitazioni isolane sono illegali), ricoperto con tonnellate di cemento interi pezzi di territorio (con la scusa di inutili quanto devastanti e mal eseguiti 'lavori pubblici'), progettato e asfaltato strade, permesso lo scempio di un territorio piccolissimo (1,2 Km2) e fragilissimo senza alcun controllo. Omuncoli convinti del fatto che l'interesse pubblico è la somma degli interessi di alcuni, e che per sviluppo debba essere intesa la riuscita della "stagione", ovvero il concentrare in due mesi il massimo numero di turisti possibili (oltre 5.000) su 200 metri lineari di spiaggia, offrendo loro servizi da terzo mondo a costi stratosferici. Una politica talmente miope e senza sbocchi da risultare idiota e suicida, purtroppo condivisa da molti cosiddetti 'operatori turistici' locali.
Ovviamente in questo maledetto decennio le parole prevenzione, salvaguardia, tutela e sostenibilità sono state bandite dal vocabolario isolano, e allora l'isola si è rivoltata. Il 20 aprile scorso il crollo di un costone di tufo ha ucciso due bambine innocenti, Sara e Francesca, e ferito gravemente una loro compagna, Athena. Di fronte alle conseguenza penali e alle responsabilità il sindaco è entrato nel panico, ha commissionato - in nome della 'sicurezza' e per salvare la suddetta "stagione" - ulteriori lavori urgenti di cementificazione dei costoni naturali, deturpando così anche l'ultima delle bellezze naturalistiche che caratterizzavano Ventotene, ma è stato tutto inutile. Oggi, in pieno luglio, solo pochissimi turisti si avventurano sull'isola e ieri l'altro la Regione Lazio ha interdetto al pubblico il 97% delle coste, comprese case, alberghi e ristoranti che si trovano a 150 metri da esse: in pratica tutta Ventotene.
A questo punto solo un generale e profondo ripensamento delle politiche di sviluppo del territorio, che miri a valorizzare in forma compatibile le ricchezze straordinarie sia naturalistiche che storiche e culturali presenti sull'isola potrà salvare, forse, Ventotene. Basta notti bianche, elezioni di miss sotto le stelle, giochi del mare o revival dello yacht d'epoca. Il turismo di massa che vuole ciò va a Rimini, dove queste cose le sanno fare molto meglio offrendo, tra l'altro, servizi ottimi a prezzi abbordabili. Un turismo più consapevole e attento è quello adatto ad un territorio fragile e piccolissimo come quello di Ventotene, che veda anche il coinvolgimento della forza lavorativa giovanile, oggi sbandata e lasciata a se stessa, e che possa essere spalmato su tutti i 12 mesi dell'anno. Ciò solo dopo aver eradicato, politicamente o attraverso la magistratura, quella 'cricca' rozza ed imbecille che in soli dieci anni è stata capace di portare alla rovina un'intera comunità e il suo territorio.
Bruno Panuccio 16 luglio alle ore 22.11 VENTOTENE: LA SVOLTA
Oggi su numerosi quotidiani ha un gran risalto la notizia che sono stati stanziati 120 mln. ( centoventimilioni ) di euro per interventi urgenti di mitigazione del rischio idrogeologico, di cui circa 5,3 milioni per Ponza e 6,4 per Ventotene. E’ quanto previsto dall’accordo di programma tra il Ministero dell’Ambiente e la Regione Lazio. Durante la conferenza stampa di presentazione, si è posto l’accento sul fatto che questa è la risposta delle istituzioni alla mia richiesta, fin dal momento della tragedia, di intervento da parte della politica. In relazione a questo fatto mi sento in diritto ed in dovere di commentare…… Il mio spirito è percorso da due stati d’animo contemporaneamente opposti: per prima cosa non posso non esser lieto che stavolta si agisca in termini di prevenzione e programma, che sia il segno dell’agire “prima”, allo stesso tempo sono conscio che si agisca dopo la tragedia di Sara e Francesca e questo non so se riuscirà a lenire il dolore mio o addirittura lo amplificherà in relazione a quanto andrò ad esporre. Tanti e troppi morti ci sono stati a causa della negligenza e del malaffare nel nostro martoriato paese, basti ricordare gli ultimi episodi come la frana a Messina o il treno investito al Nord nel momento esatto del passaggio. So benissimo che il dolore loro è uguale in tutto e per tutto al mio, tante lacrime versate e il pesante fardello dell’assenza di chi ti è caro. Sono infuriato con la vita e con il sistema, perche a Ventotene sono stati così ciechi dopo Messina conoscendo perfettamente le condizioni della loro isola ? Qual è il numero di morti, disgrazie e vergogne in Italia perché ci si muova ? Perché ci son volute due anonime ragazze di Roma a fungere da agnelli sacrificali perché ci si svegliasse da questo torpore colpevole ed assassino ? Perché proprio mia figlia ? Forse perché l’indignazione ha superato la soglia di menefreghismo, ci si è resi conto che è capitato a me , ma potevano essere i figli che in questo momento avete accanto. Ora la mia richiesta ulteriore a chi ha il potere è il controllo della realizzazione di opere positive e che tutti questi fondi, sacrificio delle tasse dei cittadini, non si perdano in rivoli di sprechi e mazzette perché sarebbe il colmo che il sangue di mia figlia Sara e di Francesca faccia felice amministrazioni corrotte. A voi che mi leggete, chiedo ancora una volta la condivisione e la diffusione della mia modesta denuncia, perché solo grazie a voi, abbiamo dopo tre mesi questi risultati e questa ribalta. Sosteneteci nell’ottenere giustizia, che siano accertate le responsabilità e puniti severamente ( per quanto è possibile ) i colpevoli , affinchè non si ripeta o perlomeno si ponga un argine e si limitino danni futuri ad altri, che non dimenticate siamo tutti noi indistintamente. GRAZIE